Alla scoperta del Braga, prossimo avversario della Roma in Europa League

Poteva andare molto peggio, ma, va detto, anche meglio. Ai sedicesimi di Europa League (andata in trasferta il 18 febbraio, ritorno a Roma il 25) la Roma se la vedrà con lo Sporting Braga. Un avversario tutt’altro che insormontabile, ma comunque più ostico di tanti altri inseriti nell’urna di Nyon. Una sfida totalmente inedita per i due club, ma non per Paulo Fonseca, che ritroverà un pezzo significativo del suo passato, avendo allenato gli Arsenalistas nella stagione 2015/2016, l’ultima in patria prima di volare in Ucraina. Un’esperienza più che positiva, culminata con un 4° posto in campionato e, soprattutto, la vittoria della coppa nazionale, ai rigori contro il Porto.

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Tra passato e presente

Una sfida ostica perché il Braga è da anni una delle realtà più importanti del calcio portoghese e una presenza costante nel secondo trofeo continentale, che arrivò addirittura a sfiorare nel 2011, arrendendosi solamente in finale contro il Porto. Un exploit che non si è più ripetuto, ma che ha contribuito ad accendere i riflettori su un club “ambizioso e in crescita“, come lo ha definito Paulo Fonseca dopo il sorteggio. Il Braga viene infatti da una stagione 19/20 positiva, chiusa con il 3° posto in campionato (non accadeva dal 2012) e la vittoria della Taça de Liga, la seconda coppa nazionale portoghese, sotto la guida del 35enne Ruben Amorim, chiamato a sostituire Ricardo Sá Pinto, esonerato a dicembre del 2019.

Il Braga che affronterà la Roma è guidato invece da un tecnico più esperto. Si tratta di Carlos Carvalhal, classe ’65, nativo proprio di Braga e sulla panchina degli Arsenalistas nel 2006, prima di fare esperienze tra Grecia, Turchia e Regno Unito e tornare in patria, nel 2019, sulla panchina del Rio Ave. Ai suoi ordini, il Braga ha condotto un ottimo avvio di stagione. Al momento, infatti, la squadra biancorossa è al 4° posto in campionato e -5 dalla capolista Sporting Lisbona, con 14 gol fatti e solamente 9 subiti. Uno score praticamente identico a quello fatto registrare nel gruppo G di Europa League, chiuso al secondo posto ma con gli stessi punti del Leicester (13), primo in virtù degli scontri diretti. Nei quali, va sottolineato, sono arrivati ben 7 dei 10 gol incassati dal Braga nella prima fase del torneo. Un altro motivo per non sottovalutare i portoghesi.

Organizzazione e individualità

Che, pur non esprimendo valori eccezionali, sono in grado di giocare in diversi modi. Fin qui, infatti, Carvalhal ha variato spesso moduli e soluzioni, spaziando dal 4-4-2 al 3-4-3, con diverse varianti. In Europa League, in particolare, il Braga ha puntato sull’assetto difensivo a 3 in ben 5 partite su 6, uscendo sconfitto solo contro il Leicester. Dal punto di vista tattico, dunque, la Roma affronterà probabilmente una squadra disposta quasi a specchio, ben organizzata e pronta a far male sfruttando soprattutto le ripartenze veloci, affidate ai migliori giocatori della squadra.

A livello di singoli, infatti, pur non potendo schierare nomi altisonanti, Carvalhal può contare su calciatori di buon livello, specialmente davanti. La punta di diamante è sicuramente Ricardo Horta, esterno sinistro classe ’94 dal 2016 a Braga, ma la Roma dovrà stare attenta anche a Galeno, 23enne brasiliano che può agire sia sulla fascia destra che per vie centrali. Da tenere d’occhio anche il centravanti Paulinho, autore di 3 gol nel girone di Europa League, e l’esperto Nico Gaitan, il volto più noto della truppa. Dopo essere transitato da Cina e USA, e dopo una breve parentesi al Lille, il 32enne ex Benfica ha deciso infatti di ripartire dal Braga, ma finora è stato poco più di una comparsa per via di qualche guaio fisico.