La pasta nera, invenzione o tradizione? Spieghiamo perché ha questo colore.

Dopo il riso nero arriva nei supermercati la pasta nera, un prodotto elaborato da una famosa multinazionale italiana. Quali sono le sue origini.

Pasta nera con riso venere
Pasta venere (Foto da Adobe – Canva) – romatube.it

Le varietà di pasta nel nostro Paese sono talmente tante che è davvero difficile enumerarle. Oltre ai tradizionali formati di pasta secca, c’è la pasta all’uovo e quella ripiena, di cui ogni Regione ha la tradizione. E poi ci sono i colori. La pasta verde è un’invenzione relativamente recente, molto adatta a fare buona impressione sui turisti. Semplicemente si ottiene inserendo l’acqua verde degli spinaci nella ricetta per fare la pasta fresca. Mentre la questione della pasta nera è un po’ più complicata. Chi la assaggiata in passato ha trovato il colore nero nell’impasto perché veniva aggiunto il nero di seppia. Ma questo si può definire un artefatto culinario.

Mentre la pasta nera secca, senza aggiunte particolari, esiste davvero. Il colore nero può essere poco rassicurante. Nell’alimentazione siamo abituati a identificarlo come qualcosa di poco igienico o salutare. Quando ad esempio il pane o la pizza sono bruciati. O quando un cibo inizia lo stato di degradazione. Per cui può darsi che non abbia successo immediato sulla tavola.

La pasta nera della Scotti

Tuttavia, superato lo scoglio iniziale, si può gustare la pasta nera sicuramente accontentando anche i palati più fini. La multinazionale Scotti, specialmente rinomata per il riso, ha estratto dal cilindro questa pasta composta di riso venere, naturalmente di colore nero grazie a dei pigmenti vegetali, presenti anche nelle melanzane. Oltre ad avere un sapore ed una consistenza particolare, il riso nero, anche chiamato riso Venere, è anche piuttosto salutare.

Pasta nera con riso venere
Riso venere (Foto da Adobe – Canva) – romatube.it

Proviene dalla Cina e già dagli anni Novanta del Novecento è arrivato nella Pianura Padana come incrocio tra il riso asiatico e quello vercelliano. La pasta Venere è composta da 25% di farina di riso nero venere, e 75% di farina di grano duro integrale. Questo prodotto innovativo è stato messo a punto da un pastificio bresciano e poi acquistato dalla Scotti.

La ricetta della tradizione

Pasta nera con riso venere
Orecchiette di grano arso (Foto da Adobe – Canva) – romatube.it

Ora la pasta nera Venere verrà pubblicizzata come un prodotto nuovo sul mercato. Ma in realtà non è così. La pasta nera esiste da almeno un secolo, o anche molto di più. È originaria delle popolazioni del Sud Italia, che utilizzavano la farina tradizionale raffinata con la farina di grano arso, derivata dai chicchi di grano sopravvissuti dopo che venivano bruciati i campi. Essendo grano di recupero era tradizionale delle fasce della popolazione più povere, così come accade per la maggior parte dei piatti tradizionali che poi diventano cult. Dunque in definitiva la pasta nera non è un’invenzione dell’ultima ora. Solo che senza dubbio la pasta Venere sarà più semplice da reperire nei supermercati di quanto lo siano le orecchiette pugliesi di grano arso.

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