Sabatini: “Non si degrada Dzeko. Massara ha scoperto Zaniolo”

Walter Sabatini, ex ds della Roma e attuale dirigente del Bologna, ha parlato a TeleRoma56 alla trasmissione “Al Circo Massimo”.

Queste le sue parole:

“La Roma non deve essere denigrata. Tiago Pinto? Lo conosco poco, non credo abbia mai fatto il direttore sportivo nel significato pieno del termine, ma sarà sicuramente bravo. Auguriamogli buona fortuna”.

Perchè la Roma non vince con le grandi? Quale è il limite?
“E’ una squadra molto ben organizzata, con le idee chiare. E’ una squadra con dei buonissimi giocatori, che non sono in molti club. Mkhitaryan, Pedro, Zaniolo e tanti ragazzi che sono arrivati. Il rendimento di Villar è stato stupefacente, è un giocatore con una crescita esponenziale partita dopo partita. Può diventare un regista di livello Internazionale. La Roma ha lavorato bene e il lavoro di Fonseca si vede in campo, perché la squadra gioca un bel calcio. Quando tiene il campo il risultato dovrebbe essere diverso. Forse a volte non finalizza come deve ma è un bel calcio quello della Roma, portato avanti da giocatori molto importanti. ”

Su Dzeko…
“Dopo, ci sono state delle cose che non mi sono piaciute. Dzeko lo vedo trattato con un’ironia nemmeno troppo raffinata. E’ un professionista di livello ed educazione eccezionale. Ha una famiglia che lo ha seguito, non ha mai creato un problema. Non credo che un diverbio da spogliatoio debba avere conseguenze così importanti per un giocatore che è stato ceduto in due anni per 4 volte e per 4 volte ha scelto di rimanere e bisogna dargliene atto. La Roma ha messo quattro volte il suo capitano sul mercato. La maggior parte delle volte gli allenatori prendono queste decisioni per aumentare il loro carisma nello spogliatoio. Le cose però devono finire in fretta, perchè la Roma ha degli obiettivi da perseguire. Sarà bene che tutto venga riportato alla normalità, a meno che il bosniaco non sia stato così cattivo e sleale da non poter tornare indietro. Ma so che non può essere successo niente di così importante da poter togliere una forza così evidente per la squadra. Dzeko è reduce da una sospensione, una grande umiliazione per lui. Se poi viene ributtato in campo non potete pretendere che sia pronto. Io sono di parte, ho portato Dzeko a Roma. Questa faccenda deve essere risolta in via definitiva. Gli va restituita la fascia, perchè non si degrada un capitano.”

Perché la Roma non ha scelto Massara?
“E’ il mio orgoglio di tutti i giorni. La Roma ha sbagliato a lasciarlo andare, è un ragazzo di grande cultura ed educazione, ha un impegno incessante per il club, ha una forza lavoro incredibile, nonostante il fisico. Arrivava in ufficio alle 7.30 del mattino e se ne andava a notte inoltrata. E’ stato un grave errore mandarlo via. Io so che non è stato confermato perché quando si è fatta una sparatoria senza riserve sulla figura di Monchi lui ha tentato di difenderlo. Certo Monchi ha fatto degli errori, ma ha portato anche Zaniolo alla Roma, in un’operazione remunerativa. Riky in quei frangenti si è schierato con Monchi e per lui è stato letale. Zaniolo l’aveva visto Massara, che lavorava con Monchi. Massara mi dà la stessa soddisfazione di Salah, si è affermato al Liverpool, come Alisson. Massara è il Salah dei dirigenti. Spero che vinca.”

I Friedkin?
“Non li conosco per niente, non ho avuto mai contatti, neanche mediati. Credo che pensino ad un calcio, come tutti gli americani e i fondi, con i loro sistemi. Credo che vogliano lavorare bene, che è un presupposto per vincere.”

Se ti avessero chiamato saresti tornato alla Roma?
“Io sono impegnato con il Bologna e Bologna ma..”

Che pensa del mercato della Roma?
“Avete preso tanti buoni giocatori, io sarei orgoglioso dei giocatori che ha preso la Roma. Vedi i difensori, Villar, Carles Perez è un giocatore che ha dei colpi, deve essere decisivo e più dentro la partita, sposta la palla in una frazione di secondo. C’è Zaniolo pronto a recuperare. Io vedo un grande futuro per la Roma, ammesso che si accorga che è in lotta per la Champions e che metta a posto la situazione di Dzeko, che è il capitano. Il risultato Champions è minimale per la Roma. Anche se non sarà facile. Anche Borja Mayoral è un buon giocatore, ma se io devo combattere per andare in Champions la maglia numero 9 e la fascia le do a Dzeko.”

Pastore?
“Non gli va mancato di rispetto. Senza guai fisici è l’incanto del calcio. Spero che riesca a tornare, ma quando un calciatore perde anni di attività è difficile. Quando ha giocato quei 10 minuti che è stato bene ha toccato la palla 2-3 volte in cui vi siete tutti resi conto chi è. Mi dispiace enormemente per questo ragazzo, avrebbe potuto deliziare i tifosi, è stata una sciagura. Roma ha questa sfiga sui grandi giocatori.”

Sei stato contento quando Pallotta ha venduto la Roma?
“Sì.”

Chi manca più alla Roma Sabatini o Baldissoni?
“Baldissoni.”

Il tuo rapporto con Pallotta?
“Un precipizio. Dovrò sempre ringraziarlo perché lavorare alla Roma è stata la cosa più bella della mia vita, per me la Roma è stata una consapevolezza costante di chi ero.”

Migliore operazione alla Roma e maggior rimpianto?
“Non mi piace parlare di migliore operazione, è irriverente verso gli altri giocatori. Dal punto di vista dei numeri è stato Alisson. Lì sono stato bravo con la sua gestione, lui era arrabbiato perché si aspettava di giocare subito ma ha fatto un anno da dodicesimo. Comunque non voglio parlare dei singoli.”

L’operazione che non hai fatto alla Roma e che rimpiangi?
Mkhitaryan. Un giorno Raiola è venuto a trovarmi in albergo al Visconti Palace. Mi ha detto “Tu lo conosci un certo Mkhitaryan?” e io gli ho detto “Ma lascia stare, certo che lo conosco, portamelo immediatamente a Roma”. Lui però l’ha preso come procuratore e l’ha portato al Borussia Dortmund. Avevo preso anche Cuadrado, ma non ci torno sopra. Dovrei denunciare una cosa e non lo farò mai.”

Ti senti più amato dai romanisti da quando sei andato via?
“Forse sì, ma non ho piena percezione della situazione. Magari ogni tanto ho apprezzamenti di un romanista in giro per il mondo, che mi dà la gioia di un riconoscimento postumo. Ma tutti noi avremo riconoscimenti postumi. Io voglio andare da vivo al mio funerale infatti.”

Nainggolan?
“Ho un affetto immenso per Radja, anche se è una testa calda e un “poco di buono”. Io lo chiamavo di notte, anche se spergiurava che stava a letto. Un vero “mentiroso” come dicono in Argentina. Stava sempre in giro. Uscire da una discoteca ubriaco e farsi riprendere da chiunque… Una cosa veramente ignobile per un professionista. Ma è un giocatore incommensurabile, mi faceva emozionare con quella sua scivolata, ho avuto per lui un bene sportivo eccezionale. Alla prima partita sembrava che giocasse per la Roma da 6 anni. Pensavo di aver fatto un grande colpo prendendo lui e vendendo Bradley. Fu subito prepotente e perentorio.”

L’infortunio di Strootman ha privato la Roma di un trofeo?
“Con Strootman al 100% avremmo vinto.”