L’importanza di riconsiderare

La vittoria colta ieri sera dalla Roma ai danni del Benevento fornisce diversi spunti di riflessione, la gran parte dei quali legati da un fil rouge: la necessità di riconsiderare. Come ha fatto Paulo Fonseca, per esempio, abbandonando la difesa a 3 per cause di forza maggiore (leggasi “assenza di Smalling“), tornando a 4 dietro e alzando Cristante, autore di una buona prestazione. Riconsiderare visioni, pareri, giudizi. Sui singoli, sulla squadra, ma anche su una stagione che non sembra voler rispettare alcun pronostico della vigilia. E, forse, proprio riconsiderare l’avvio della Roma alla luce dell’andamento della Serie A potrebbe essere utile a inquadrare meglio la caotica situazione del momento.

Guardarsi indietro…

Pur con tutte le molle del caso, considerato il contesto storico, è interessante comparare la classifica attuale e quella della stagione 19/20. Dopo quattro giornate, alla fine di settembre 2019, la Roma era quarta a 8 punti, frutto di 2 vittorie e 2 pareggi, con 10 gol fatti e 7 subiti. Capolista era l’Inter, a punteggio pieno, con 9 gol fatti e 1 solo subito, seguita dalla Juventus, a due lunghezze di distanza. Terzo, il Napoli, a quota 9. Alle spalle della Roma c’era invece un terzetto formato da Lazio, Atalanta e Bologna, tutte a 7 punti.

…per riconsiderare meglio

Oggi, dopo le prime quattro giornate di questo campionato, la Roma è settima a 7 punti, frutto di 2 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta, con 8 gol fatti e 7 subiti. Sembrerebbe un netto passo indietro rispetto allo scorso anno, ma non può non essere riconsiderato alla luce di quanto avvenuto alla prima giornata. Chiaramente è un puro esercizio di stile, ma, senza la sconfitta a tavolino contro il Verona, oggi la classifica sarebbe praticamente la stessa della scorsa stagione. Anzi, in proporzione sarebbe anche migliore, dal momento che la differenza reti sarebbe di +4. Con 8 punti, la Roma sarebbe solo sesta, ma qui si apre l’altro, enorme capitolo sull’importanza di riconsiderare.

Basta guardare la classifica. Guidata a sorpresa da un Milan con gli stessi numeri dei rivali cittadini di un anno fa. Seguita, ancor più a sorpresa, da un Sassuolo con 10 punti e il secondo miglior attacco del campionato. Il primo appartiene invece all’Atalanta, forse l’unica squadra che stia rispettando i pronostici. Al quarto e quinto posto le già citate Juventus e Napoli, seguite da quell’Inter (per tanti) candidata numero uno al titolo, ma in un momento di flessione dopo l’inaspettata batosta del derby. Alle spalle della Roma c’è un Verona pronto a scavalcarla già stasera, anche e soprattutto grazie ai 3 punti gentilmente concessi dalla dirigenza giallorossa. La Lazio, teoricamente davanti alla Roma ai nastri di partenza, è ferma a 4 punti. Come la Fiorentina, solo platonicamente rivale della squadra di Fonseca nella lotta per l’Europa.

Una folle partita a carte

Insomma, se è certamente vero che la partenza della Roma non sia stata delle migliori, è altrettanto vero che la partenza della Serie A debba quantomeno far riflettere tifosi e osservatori di cose giallorosse. In questo momento, le carte del campionato si rimescolano continuamente, dando vita a turni pazzi. Succede quindi che la Roma batta 5-2 lo stesso Benevento che ha battuto 3-2 la Sampdoria, che, a sua volta, ha sconfitto la Lazio per 3-0. Succede che la Juve alterni vittorie convincenti come quella della prima giornata a veri e propri passi falsi come quello di Crotone. Che il Napoli arresti la corsa dell’inarrestabile Atalanta. Che, di tre neopromosse, solo una galleggi in zona retrocessione. Dove invece sosta il Torino, ultimo a 0 punti, anche se con una partita da recuperare.

Per citare l’abusatissima metafora gattopardesca, sembra che, rispetto allo scorso anno, la Roma abbia cambiato tutto per non cambiare nulla. Un caso quasi isolato nell’attuale Serie A. Eppure, nonostante le parole di Fonseca sul quarto posto, oggi, come ieri, è difficile immaginare una Roma capace di lottare per un piazzamento da Champions League. Ma c’è un “ma“: in questa folle partita di carte che è finora la Serie A 20/21, è più che legittimo sperare in un paio di mani fortunate. Accettando, di conseguenza, il fatto di dover riconsiderare tutto ciò che fino a qualche settimana fa sembrava decisamente più netto.