Quella notte in cui un ragazzo come noi unì due curve

Ci sono notti che vorremmo non finissero mai, altre che invece non vediamo l’ora di chiudere. Quella notte di 13 anni fa un ragazzo riuscì a fermare Roma, a far riflettere tutto il mondo e ad unire due curve in un derby: quello della Capitale. Immagini che difficilmente vedremo ancora e che, da una parte, siamo pure contenti di ciò, perchè vorrà dire che non ci sarà più bisogno di ricordi del genere. Ma oggi rivedere quelle foto fa male, con quella gigantografia che troneggia in Curva Nord e che ogni domenica guarda, sorridente, i suoi beniamini giocare. Saresti dovuto esserci tu in carne ed ossa a farlo, non un tuo disegno caro Gabriele.

Notte indimenticabile

Era il 19 marzo 2008, ed i due Capitani, Totti e Rocchi, sono pronti a dare il calcio d’inizio al derby della Capitale insolito per tanti motivi: si gioca di mercoledì, si inizia alle 21:15 e si gioca con un tifoso laziale di meno. Una storia che ha fatto male a tutti quelli che amano questo sport, a tutte le persone che, colori a parte, si sono immedesimati in quel ragazzo, in Gabriele Sandri. Quella sera lui avrebbe dovuto essere lì, non dentro una bara. A 26 anni tu devi stare con la bandiera in mano ad incitare la tua squadra, non a terra esanime per un colpo di pistola balordo partito in un autogrill di Badi al Pino. Quella notte successe un altro fatto insolito: Francesco Totti sotto la Curva Nord. Applaudito eh, e pure tanto. Un gesto che, viste le circostanze, non avremmo mai voluto vedere. Ma se addirittura in un derby romano, dove regna da sempre lo sfottò, il beniamino storico della tua rivale più grande, da sempre “odiato” riesce a farsi acclamare da quelle stesse persone che magari la domenica prima gli hanno augurato i peggio mali, allora vorrà dire che Gabriele Sandri valeva tanto, troppo per questa città.

Ciao Gabbo

“Sono passati 13 anni e il mio pensiero è sempre: se potessi tornare indietro nel tempo e riabbracciarti un’ultima volta! L’essere felice mi è stato strappato quel giorno, quando un destino crudele ha deciso di rabbuiare per sempre la mia vita. mi manchi tanto amore mio”

Questo ii messaggio di papà Giorgio, che ringraziò pubblicamente (attraverso Facebook) Francesco Totti nel 2017 ricordando il gesto che fece 10 anni prima, Un Capitano commosso sotto la Curva Nord, che stringeva forte quel mazzo di fiori che mai avrebbe voluto portare, per ricordare un ragazzo puro e semplice come Gabriele. A volte il semplice ricordo fa male, molto male, ma oggi come quell’11 novembre del 2007 tutti dovremmo fermarci ancora e riflettere, ricordando chi era “Gabbo”, perchè è stato portato via da un proiettile infame e non ripetere mai più questi errori in futuro: ciao Gabbo. 18557468_10213358230734083_1072593092325942537_n