Qualità e mentalità: questa Roma convince i suoi tifosi

Tutta un’altra Roma: apre il conto Spinazzola con il suo primo gol stagione, chiude Pedro nel secondo tempo

La Roma vince e convince i suoi tifosi. I giallorossi hanno battuto la Fiorentina per 2-0 all’Olimpico regalando un’ottima prestazione. Da analizzare sono: l’ottimo lavoro svolto in difesa con il rientro di Smalling, l’intesa a centrocampo del duo Veretout-Pellegrini con recuperi palla e scambi rapidi tra le linee ma soprattutto una grande sintonia tra i 3 attaccanti: Dzeko, Mkhitaryan e Pedro.

Solidità difensiva

Partiamo dal primo aspetto che ha convinto i tifosi cioè quello della solidità difensiva. Forse sarà un caso o forse no ma da quando è rientrato Smalling sono già due i clean sheet consecutivi della Roma: il primo contro il CSKA Sofia e il secondo ieri contro la Viola. Non solo il centrale inglese ma anche i due compagni di reparto Mancini e Ibanez sono stati concentrati per tutto il match. Il primo andando sempre in anticipo sul fuoriclasse della Fiorentina, Frank Ribery, sono poche le volte in cui il francese è riuscito a spuntarla sul difensore italiano. C’è da dire che non è da tutti marcare in quel modo un giocatore che ha vinto qualsiasi cosa nella sua carriera. Il secondo invece si è occupato prima di marcare Callejon e poi Vlahovic. Inoltre c’è da sottolineare come il difensore brasiliano non solo è riuscito ad anticipare le giocate degli avversari ma ha dimostrato ancora una volta di saper uscire molto bene con la palla tra i piedi. Fonseca non può che sorridere visto che nelle ultime partite ha sempre preso gol (Benevento, Young Boys, Milan).

L’intesa perfetta a centrocampo

A centrocampo invece si è vista un’ottima intesa tra Pellegrini e Veretout. Il primo sembra essersi ripreso da un avvio di campionato non molto esaltante; è riuscito smistare palloni e a cercare passaggi tra linee creando ottimi scambi con Dzeko, Pedro e Mkhitaryan. Non solo, sono già diverse partite che la Roma si rende molto più pericolosa sui calci piazzati grazie agli ottimi spunti del centrocampista romano. Veretout invece è sempre più leader della squadra. Grazie al suo pressing  e alla velocità con cui fa ripartire i contropiedi fa in modo che Pellegrini possa avanzare dando una mano in attacco. Rapido anche lui nell’inserirsi nelle azioni create dalla Roma specialmente nel secondo tempo quando fa partire un sinistro che termina di poco a lato con Dragowski battuto. A bloccare le giocate della Fiorentina non sono stati solo i difensori e i centrocampisti centrali ma anche gli esterni della Roma: Spinazzola e Karsdorp. Il terzino italiano è stato protagonista sia di una prestazione ben oltre la sufficienza ma anche del primo gol giallorosso, grazie a un lavoro sporco di Edin Dzeko che manda a vuoto due difensori della Fiorentina. La buona notizia è stata quella di rivedere Karsdorp molto più sicuro in fase difensiva, aiutando Mancini a bloccare Ribery, che sembrava perduto tra insicurezze figlie di una miriade di infortuni.

Il trio delle meraviglie

A dare spettacolo nel match di ieri sono stati i tre attaccanti Dzeko, Pedro e Mkhitaryan. Il bosniaco svolge svariati tipi di lavori: numero 9 e regista. Il tutto accompagnato dalla sua grande esperienza come nel caso dell’espulsione del difensore della Fiorentina, Martinez Quarta. L’ottimo lavoro svolto da Edin lo si intuisce sull’azione che porta al 2-0, quando il bosniaco comincia l’azione, Miki rifinisce e Pedro a conclude a rete. Ruoli invertiti, ma che non cambiano la sostanza. Adesso Edin non è più solo. I tre giocatori sembra che giochino insieme da anni. Qualità, quantità, classe, blasone, esperienza e tanta umiltà, caratteristica spesso sottovalutata ma fondamentale per definirsi dei campioni. Pedro, in particolare, pur avendo vinto di tutto è arrivato a Roma con tanto umiltà e questi atteggiamenti sono fondamentali per dare l’esempio al gruppo, ai giovani. Dopo sei partite i numeri dei fedeli scudieri fanno già sorridere: tre gol lo spagnolo, quattro assist (il migliore della Serie A) l’armeno. La Roma dimostra di avere un attacco completo nei suoi meravigliosi titolari, un mix di classe, esperienza, mentalità vincente, soluzioni offensive da servire in campo per scardinare le difese. L’unico neo della serata è stato quello di non chiudere il match con più gol di scarto, ma non importa. Contava vincere e la Roma l’ha fatto. Missione compiuta.