Pellegrini ok, ma non basta. Deludono Tammy e Cristante. Rui incerto

Alla Roma non basta il bel goal di Pellegrini, il migliore in campo, per avere ragione dell’ostico Bodo. I norvegesi ribaltano i giallorossi e si impongono 2-1 nella gara di andata dei quarti di finale di Conference League.

Il ritorno al Circolo Polare è di nuovo amaro, ma non disastroso come nella prima occasione. Prestazione non brillante nel complesso, dove però emergono chiare delle insufficienze come quelle di Abraham e Cristante, e soprattutto di Vina che “impicca” il match regalando un fallo da cui nasce l’azione del 2-1 allo scadere.

Positivo anche l’esordio dal primo minuto in Europa di Zalewski, ormai titolare sulla sinistra. Bene anche Mkhitaryan e Kumbulla

Rui Patricio 5,5: gestisce senza troppi patemi fino alla rete del pari dove dovrebbe fare di più nonostante la deviazione che lo inganna, su un tiro  tutt’altro che irresistibile sul quale aveva anche messo le mani. Incolpevole sul raddoppio norvegese.

Mancini 6: buona partita fatta di grinta e attenzione. Determinante in un paio di chiusure in scivolata prima di arrendersi per noie al ginocchio (dal 67′ Smalling 6: subentra a Mancini, con attenzione e determinazione, spingendosi anche in avanti nel finale di gara).

Kumbulla 6: da centrale nella difesa a tre, si impone con autorità e attenzione in una posizione delicata. Stesso standard anche dopo l’ingresso di Smalling ed il dirottamento sulla destra.

Ibanez 6: non sempre irreprensibile nella marcatura, riesce comunque a sbarcare il lunario cercando anche di rilanciare l’azione con percussioni personali.

Karsdorp 6: bene soprattutto nella fase difensiva dove Pellegrino è attivo. Prova a spingere ma lo fa con parecchia circospezione, nonostante sia esplicitamente sollecitato in questo da Mourinho, soprattutto nella ripresa.

Sergio Oliveira 6: compassato, scolastico e poco dinamico, ha qualche difficoltà nell’entrare in partita. Però sa sempre dove stare, pur giocando semplice. Dà il la alla rete del vantaggio e cresce nella ripresa, dove offre un bell’assist ad Abraham che sciupa

Cristante 5: il giallo preso nei primi minuti lo condiziona nella fase difensiva. Deficitario però anche in regia, stasera, dopo una serie di gare eccellenti. E qualche piccola colpa nell’azione del raddoppio del Bodo, dove non segue Vatlesen, libero di colpire in solitudine.

Zalewski 6: ormai titolare sulla corsia di sinistra, affonda con discreta continuità e aiuta nella copertura del veloce e tecnico Koomson. Esce, forse un po’ troppo presto (dal 64′ Vina 5: sbaglia troppo, soprattutto nel commettere il fallo (con giallo) inutile da cui nasce il 2-1 e sciupando poco dopo una ottima occasione per pareggiare)

Pellegrini 7: il migliore in campo per continuità e qualità. Oltre alla bella rete che sblocca il match, tante buone iniziative, come il gran destro che chiama Kahikin al miracolo e gli nega la doppietta.

Mkhitaryan 6: certamente tra i migliori nella prima frazione, autore dell’assist al bacio per Pellegrini anche se non sempre prontissimo nella solitamente preziosa fase di copertura. Mou lo richiama per ridisegnare la Roma. Forse prematuramente  (dal 64′ Shomurodov 5,5: entra con buone intenzioni ed impegno, ma non riesce a lasciare il segno)

Abraham 5: si impegna tanto ingaggiando duelli contro la fisica difesa norvegese. Della sua gara si ricorda soprattutto la bella giocata nel primo tempo con la quale

Mourinho 5,5: aveva avvertito delle difficoltà che avrebbe incontrato la Roma. Prepara comunque bene il match con la Roma che controlla e riparte, anche se non sempre con efficacia. Dopo il goal del pari subito a freddo, cambia schema inserendo Shomurodov, ma togliendo uno dei migliori. Come pure accade con Zalewski che non sembrava così in sofferenza, per inserire un Vina svagato e alla fine deleterio. Nulla di compromesso, ma al ritorno serve parecchio di più per passare il turno.