Old Trafford, tra sogno e realtà

Provate a chiudere gli occhi. Fatto? Nella mente adesso c’è Manchester United-Roma. C’è la Roma che raggiunge un traguardo importante e alle spalle ha le macerie di un campionato buttato via, come al solito, sprecando le occasioni e cadendo sia nei match importanti che in quelli con le squadre piccole, che alla lunga fanno quasi sempre la differenza. Riaprite gli occhi e pensate al presente, non più al passato e nemmeno al futuro. Giovedì sta per arrivare, carico di aspettative e di speranze, anche se vista la situazione della squadra e i risultati meno soddisfacenti, sembra un giorno che arriva in sordina e meno ricco del pathos che meriterebbe l’idea di una semifinale. Troppe voci intorno, troppi argomenti, troppa delusione e poca attenzione verso un match che conta. Che deve contare. Una partita che vale tanto per il club e per i tifosi ancora desiderosi di sognare. Una gara che sarà fondamentale anche per Fonseca“Sono sempre stato esame, sono focalizzato sul mio lavoro. La partita contro il Manchester United è molto importante e penso solo a questa”. Queste le considerazioni del mister che, nonostante le voci incombenti sul suo futuro, dovrà tentare di riaccendere una spina a un gruppo, capace di conquistare un traguardo emozionante come una semifinale europea, ma che a lungo andare si sta spegnendo.

IL MANCHESTER HA UNA MARCIA IN PIÙ E FA PAURA

Chiudete ancora gli occhi e riapriteli, perché è vero, la Roma giocherà ancora una volta, dopo il 2018, una semifinale europea e ancora una volta contro una squadra inglese. Alle 21.00 di un consueto giovedì di fine aprile, all’Old Trafford i giallorossi sfideranno una signora squadra, una di quelle che fa paura solo per il nome, il blasone e a oggi anche per i risultati (in Premier ha vinto 19 partite su 33). Una squadra che è diversa dalle altre affrontate dai capitolini, in questo cammino d’oro in Europa League: il Manchester United. È chiaro che in un percorso macinato a mille all’ora facendo cadere squadre come Braga, Shakhtar Donetsk e Ajax, per citare solo gli scontri diretti, più la strada avanza più il coefficiente di difficoltà rischia di aumentare. Così è stato: la formazione guidata da Solskjaer ha numeri e prestazioni che farebbero impallidire parecchie squadre: è seconda in campionato a dieci punti dal City in testa, e nonostante questo, nei due derby di Manchester ha pareggiato in casa e vinto in trasferta. Non si è fatta piegare, quasi mai, da altre grandi della premier. Lo United ha pareggiato contro Chelsea, Arsenal, Liverpool, Leicester (terzo in classifica) subendo soltanto una pesante sconfitta dal Tottenham in casa per 6-1. È diverso il discorso per una Roma che in campionato, pur avendo vinto 16 gare su 33 disputate, non ha fatto altro che vacillare, percorrendo una strada simile a delle montagne russe: settima in classifica, ha subito troppi gol e troppe sberle dalle squadre che attualmente la precedono in classifica: Inter, Atalanta, Napoli, Juventus, Milan e Lazio. Per non parlare del rammarico e della delusione per quelle gare perse e sofferte negli ultimi tempi, a iniziare dalla sfida di domenica scorsa, il 3-2 subito contro il Cagliari, o continuando con le partite negative contro Parma e Torino e il pari con il Benevento. Mettendo a paragone le due formazioni ci sarebbe da scappare a gambe levate. Ci sarebbe da temere una disfatta tanto simile a quella subita proprio contro i Red Devils che resta ancora una ferita aperta nei cuori dei tifosi. A questo punto sarebbe meglio chiudere gli occhi e dimenticare il passato, senza pensare a quel doloroso 7-1, al rosso della maglia che fa il paio con quella del Liverpool, antagonista dell’ultima semifinale giocata. Perché a volte la Roma è stata capace di regalare emozioni ai propri tifosi: non bisogna mai dimenticare il Barcellona, prendendolo come esempio di una squadra che a volte è capace di rinascere dalle proprie macerie, proprio come la fenice.

ALL’OLD TRAFFORD A TESTA ALTA

“Il Manchester United è molto forte in contropiede, però dobbiamo pensare che non possiamo andare lì solo per difenderci. Sarà importante avere la palla, non lasciarli costruire e ovviamente vogliamo difendere tutti bene. Se pensiamo a difenderci solo, sarà molto difficile. La squadra deve dimostrare personalità”. Fonseca parla di personalità e messa in questi termini non ci sarebbe nulla da fare, se a parlare fossero solo e soltanto i fatti e non i sogni. All’Old Trafford, quindi, il gruppo del tecnico portoghese sarà chiamato a dare tutto per provare a mettere un piccolo tassello verso un futuro che potrebbe essere deciso in casa la settimana prossima. Questo solo se sarà capace di scendere in campo con carattere, perché ci sarà da soffrire, da tenere gli occhi aperti in difesa, per evitare scivoloni, proprio come in campionato, e da spingere in attacco per portare a casa un risultato difficile. Ci sarà da tenere alta l’attenzione, perché Bruno Fernandes, Rashford, Cavani e soci non staranno fermi a guardare. La Roma dovrà semplicemente non farsi vincere da un Manchester che è più sicuro di sé, dovrà continuare a lottare in campo, nonostante l’avversario, cercando di giocare a testa alta e continuando a indossare le vesti di una squadra marcatamente più europea.