La Roma mata il Toro: Tammy e Nico i migliori con Miki. Smalling da leader vero

La Roma tiene il passo della corsa Champions battendo il Torino all’Olimpico grazie ad una bella rete di Abraham nel primo tempo. Partita di stampo “testaccino” per i giallorossi, che oltre alle assenze di Cristante (positivo al Covid) e Veretout (squalificato), devono rinunciare a capitan Pellegrini dopo soli quindici minuti.

Diawara torna titolare dopo un’eternità e dà il suo sostanzioso contributo piazzandosi sulle linee di passaggio e insieme ai compagni conduce una fase difensiva egregia che lascia ai granata un possesso piuttosto sterile. Buone prestazioni del pacchetto arretrato e di Carles Perez subentrato da mezz’ala. Ancora positivo il match di Mhkitaryan che con El Shaarwy è quello che ha più beneficiato del nuovo assetto tattico pensato da Mourinho.

Rui Patricio 6,5. Pochi interventi ma tutti puliti e precisi, che danno sicurezza a tutto il reparto. Lo sollecita Praet una volta per tempo, più impegnativo l’intervento sulla sassata di Brekalo nella ripresa. Rui risponde presente e porta a casa un altro clean sheet.

Mancini 6,5. Torna ad essere ringhiante, deciso e soprattutto attento dopo un paio di gare non proprio impeccabili proprio dal punto di vista dell’attenzione. Molto bravo a tamponare una leggerezza di Ibanez nella ripresa.

Smalling 7. Quando sta bene come stasera è indiscutibilmente uno dei migliori interpreti del ruolo in circolazione in serie A. Il suo problema è la fragilità fisica. Ma se i muscoli lo sostengono, non lascia nulla agli avversari a cominciare da Belotti che è annullato.

Ibanez 6,5. Continua la sua stagione positiva. Bravo nelle marcature e nell’attenzione in generale. Innesca l’azione del vantaggio e non disdegna l’idea di affacciarsi in avanti a sostegno delle azioni offensive. Solo una macchia sulla prestazione di oggi, con una leggerezza che poteva costare qualcosa.

Karsdorp 6,5. Stakanovista per necessità (di fatto Reynolds non è considerato un suo cambio) ma anche per indole. Stasera stantuffa meno del solito ma quando serve va e lo fa con decisione. Molto efficace la fase difensiva e buone le sue giocate in uscita di palla, dove strappa anche l’applauso.

Pellegrini sv. Era già in condizioni precarie, stasera abbandona per un guaio muscolare dopo soli quindici minuti, dove comunque era riuscito a far vedere le solite belle giocate, come quella per El Shaarawy.(dal 15′ Perez 6,5.entra da mezz’ala a freddo, si fa notare per la sua abnegazione. Si cala nel ruolo e lo fa con efficacia tattica e tecnica. C’è da soffrire e lottare stasera e lui non si tira indietro. Ne risente un po’ la sua fase offensiva, non particolarmente brillante stasera. Dal 93′ Kumbulla sv. pochi istanti di gara per alzare il muro e mettercela tutta, anche facendosi ammonire, per portare a casa i tre punti)

Diawara 6. Quando meno te lo aspetti Mourinho lo toglie dalla naftalina e lui tutto sommato si fa trovare pronto e reattivo. Il possesso è soprattutto granata , ma a renderlo sterile è anche la sua attenzione tattica nel restare sempre sulle linee di passaggio impedendo le verticalizzazioni. Cala un pochino nel finale, ma è normale data la disabitudine ai 90 minuti.

Mkhitaryan 7. E’ tornato MagicMiki. Le variazioni tattiche di Mourinho stanno esaltando l’armeno che ha rittrovato brillantezza, determinazione e giocate, tante giocate deliziose e determinanti, come l’assist per Abraham (con velo di Zaniolo). Da applausi anche la fase difensiva, che è meno onerosa come “perimetro” e per questo evidentemente più efficace.

El Shaarawy 6,5. Ancora una volta tutta fascia, e sempre con una buonissima inclinazione. Stavolta brilla un pizzico meno anche perché il ruolo è dispendioso e non ne ha saltata una di recente. Trova comunque il modo di conquistarsi il rigore che il VAR, con l’aiuto del CERN di Ginevra per la misurazione dell’off-side, annulla dopo 6 minuti di conclave. Finisce spompato dopo una gara al solito generosissima (dal 87′ Vina sv. spiccioli di campo per far rifiatare il Faraone)

Zaniolo 7. Prestazione piena di tante belle cose, dall’intensità, alla tigna, alle giocate di classe (il velo per Abraham, l’assist per El Shaarawy per il rigore “rimangiato” dal VAR), alla voglia di essere protagonista e in positivo, aiutando i compagni, cercandoli, sostenendoli. Leader emotivo e tecnico.

Abraham 7. Si impegna, lotta, prova anche qualche ricamo di classe, non sempre baciato dal buon esito. Quel che conta però è che sta affinando l’intesa e si vede, perchè stavolta è letale anche con poche vere occasioni. Gol pesantissimo che tiene la Roma a tre punti dalla zona Champions.

Mourinho 7. La sua Roma trova un minimo di continuità inanellando la terza vittoria di fila tra campionato e Conference. Il nuovo modulo ha dato più equilibrio e nuova brillantezza ad interpreti come Mhkitaryan ed ElShaarawy. Si lascia alle spalle qualche brutto inciampo recente e resta pienamente in corsa per un posto in Champions. Poi c’è da sviluppare (ed allenare) ulteriormente quella che sembra essere LA soluzione offensiva, affiancando Zaniolo ad Abraham, una coppia dirompente e dal potenziale enorme, ancora tutto da esplorare. Perde Pellegrini, forse per un periodo piuttosto lungo, ma stasera recupera Diawara in attesa del rientro di Veretout e, speriamo presto, di Cristante. Gli impegni sono tanti e ravvicinati, ma Mou sa sempre come cavarsi d’impaccio.