La Roma affonda tra i fiordi. Mourinho il peggiore di tutti

Naufragio tra i fiordi Norvegesi per la Roma che incassa un umiliante 6-1 dal Bodo Glimt in Conference League. Raccapricciante prestazione dei giallorossi, travolti dalle scelte di Mourinho che cambia 9/11 schierando una squadra sconclusionata tatticamente, tremebonda ed incapace di arginare i baldanzosi ed organizzati nordici.

La Partita in pillole

Le condizioni ambientali con vento forte e gelato e terreno sintetico, usuali e ben accette dai padroni di casa, sono una flebilissima impercettibile scusante per la Roma che inizia malissimo subendo da subito iniziativa e ritmo dei gialloneri.

Per i primi venti minuti i capitolini non riescono mai a mettere il naso fuori dalla propria trequarti e vanno sotto per 2-0 con le reti di Botheim e Berg. Poi il lampo improvviso di Diawara che pesca Carles Perez sulla profondità sembra far sperare in una riscossa. Lo spagnolo controlla e con un bel sinistro all’angolino accorcia.

La Roma sale di tono e sembra potersi dire finalmente in partita, tenendosi più corta, recuperando palla in zona offensiva mantenendo l’iniziativa ma restando tuttavia poco pericolosa.

La ripresa si apre con il “pentimento” di Mourinho che manda tutti insieme in campo Mkhitaryan, Cristante e Shomurodov, ma la mossa sortisce l’esatto opposto dell’effetto sperato. La Roma torna a giocare come nella prima parte del tempo, senza un criterio, distratta, sfilacciata e costantemente messa in difficoltà.

Il Bodo passa ancora con Botheim che sigla la doppietta approfittando dell’ennesima distrazione romanista. I giallorossi, integrati anche da Abraham e Pellegrini, provano una timida reazione sul 3-1, ma non producono altro che un colpo di testa di Cristante di pochissimo al lato ed un tiraccio di Pellegrini.

Nel frattempo comincia a nevischiare e di li a poco fioccano i goal del Bodo che renderanno storica la sconfitta della Roma; in 9 minuti, tra il 26′ ed il 35′ della ripresa la doppietta di Solbakken e il goal di Pellegrino fissano il risultato finale che proietta per altro i gialloneri saldamente in testa al girone.

Le Pagelle

Rui Patricio 5,5: se il Bodo non ha ulteriormente dilagato, già nel primo tempo, lo si deve a lui. Praticamente incolpevole, si trova coinvolto nella figuraccia collettiva. Mezzo voto in meno per l’ostinazione nel rilanciare alto con il vento che fermava il pallone sulla trequarti romanista.

Reynolds 4,5: per assurdo è tra i “meno peggio”. Dopo una partenza assai deficitaria, prova comunque a dare appoggio in fase offensiva e a metterci un po’ di grinta. Se lui, con tutti i suoi enormi limiti è tra i migliori, figuriamoci il resto.

Ibanez 5: è l’unico ad essere in partita. A lungo riesce a mettere qualche pezza, con una prestazione almeno decente per grinta. Poi anche lui molla e la Roma naufraga.

Kumbulla 3: impresentabile. Tremebondo, deconcentrato, lentissimo. Sbaglia tutto. Tutto.

Calafiori 3: inconsistente in fase offensiva, deleterio in quella difensiva. Prestazione oscena, la più brutta nella sua breve carriera.

Darboe 4: non riesce mai ad entrare in partita. Sbaglia posizione, non accorcia, non copre e anche quelle poche palle che gioca non hanno logica o sono banali appoggi all’indietro. Ammonito, non rientra per la ripresa. (1′ st Cristante 4,5: rispetto a Darboe immette un impercettibile miglioramento nella distribuzione del poco gioco che la Roma prova a fare. Sfiora il goal con una bella torsione di testa, ma è decisamente troppo poco).

Diawara 4,5: mezzo voto in più per l’assist a Carles Perez. Il resto è un disastro, specie quando la sua indecisione favorisce il 3-1 del Bodo (15′ st Pellegrini 5: impossibile anche per lui raddrizzare la barca quando ormai è già affondata. Prova qualcosina, con poca convinzione, come il tiraccio che finisce largo ed innocuo);

Carles Perez 5,5: l’unico che prova a metterci intensità e voglia. Pur con la consueta confusione e la solita testardaggine dribblomane, è lui il solo a rendersi pericoloso con la prima conclusione della Roma al 23′. Poi la bella rete che sembra poter dare la svolta. Evapora nella ripresa.

Villar 4: timido, impacciato, poco coinvolto. L’unica giocata degna la fa con una bella apertura di prima per Reynolds. Per il resto è il fantasma del bel giocatore apprezzato a lungo nella scorsa stagione. (1′ st Mkhitaryan 3,5: un solo tiro respinto. Per il resto non si ricorda abbia toccato più di 4 o 5 palloni in 45′),

El Shaarawy 3,5: qualche corsa, prevalentemente a vuoto. Patisce la fisicità avversaria ed è pure distratto nella fase difensiva. (15′ st Abraham 3,5: sarà pure che i compagni lo servono poco e male, ma quei mezzi palloni che ha non li sa sfruttare cincischiando.);

Mayoral 3,5: solo un paio di giocate da “ricordare”; una punizione conquistata proteggendo palla ed una tignosa riconquista a centrocampo. Per il resto il vuoto pneumatico. (1′ st Shomurodov 3 il suo apporto alla gara è stato totalmente inconsistente.)

Mourinho 2: Formalmente a fine gara si assume le colpe della disfatta. Dichiarazioni di facciata smentite pochi secondi dopo, quando nuovamente torna ad evidenziare la totale ed irrecuperabile inconsistenza, a suo avviso, di metà dei calciatori della rosa a sua disposizione. Se è il modo per stimolarli a dare di più, a migliorarsi, appare evidente che il risultato ottenuto è pessimo e controproducente, per i giocatori e per la squadra.

Scegliere di schierare tutti insieme 9 giocatori che il campo lo hanno visto poco e niente è un errore marchiano che si paga salatissimo contro chiunque. Persino contro il Bodo Glimt, che comunque è organizzato, entusiasta e ha qualche buon giocatore. Di fatto la sua gestione del gruppo ha esposto la Roma ed i suoi tifosi alla berlina con una figuraccia in campo internazionale.

Il Tabellino

Bodo Glimt-Roma 6-1

Bodo Glimt (4-3-3): Haikin; Sampsted, Moe, Lode (37′ st Hoibraten), Bjorkan; Fet (36′ st Vetlesen), Berg, Konradsen; Botheim, Solbakken (42′ st Koomson), Pellegrino (42′ st Mugisha). A disposizione: Smits, Kongsro, Moberg, Hagen, Selvag Nordas, Kvile, Pernambuco. Allenatore: Knutsen.

Roma (4-2-3-1): Rui Patricio; Reynolds, Ibanez, Kumbulla, Calafiori; Darboe (1′ st Cristante), Diawara (15′ st Pellegrini); Carles Perez, Villar (1′ st Mkhitaryan), El Shaarawy (15′ st Abraham); Mayoral (1′ st Shomurodov). A disposizione: Fuzato, Mancini, Viña, Tripi, Veretout, Bove, Zalewski. Allenatore: Mourinho.

Arbitro: Palabiyik (Tur)

Marcatori: 8′ p.t. Botheim (B), 20′ pt Berg (B), 28′ pt Carles Perez (R), 7′ st Botheim (B), 26′ st Solbakken (B), 33′ st Pellegrino (B), 35′ st Solbakken (B)

Note: Ammoniti: Lode (B); Darboe (R). Recupero: 1′ pt, 3′ st.