Juve-Roma: tutte le regole infrante da Orsato (FOTO)

Juve-Roma, il festival degli orrori. Gianni Rodari diceva che gli errori sono necessari, utili come il pane e spesso anche belli (citando la torre di Pisa), ma quando questi sono accompagnati da una totale negligenza, allora di bello c’è ben poco. Questo è successo ieri sera all’Allianz Stadium di Torino, con Orsato di Schio assoluto protagonista del match: perchè sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico. Vediamo nel dettaglio l’arbitraggio horror e tutte le regole infrante dal direttore di gara.

REGOLA DEL FALLO DI MANO

Nel corso della gara sono finiti sotto la lente d’ingrandimento due falli di mano: uno di Cuadrado a inizio che ha poi portato al gol di Kean e uno di Mkhitaryan. Vediamo cosa dice il regolamento a riguardo, aggiornato per l’occasione dal 1 luglio 2021:

“È fallo di mano quando le mani/braccia sono posizionate in modo innaturale aumentando lo spazio occupato dal corpo. Si considera che un giocatore abbia reso il proprio corpo innaturalmente più grande quando la posizione della mano/del braccio non è una conseguenza o giustificabile dal movimento del corpo del giocatore per quella specifica situazione. Avendo la mano/braccio in tale posizione, il giocatore corre il rischio che la sua mano/braccio venga colpita dalla palla e venga di conseguenza sanzionato con un fallo”

Sembra abbastanza evidente la diversa natura delle due mani: quella di Cuadrado è voluta, dato che il colombiano aumenta volontariamente il volume del corpo per controllare il pallone, avendo anche più tempo per valutare la traiettoria della sfera, mentre il mani dell’armeno rientra proprio nel caso dell’aggiornamento, in quanto non è più sanzionabile Il tocco di mano involontario che porta un compagno di squadra a segnare un gol o ad avere un’occasione da gol.

 

REGOLA DEL VANTAGGIO

“L’arbitro deve lasciar proseguire il gioco in presenza di un’infrazione, nei casi evidenti in cui ritiene che interrompendolo risulterebbe avvantaggiata la squadra che ha commesso l’infrazione stessa. Qualora il presunto vantaggio non si concretizzi nell’immediatezza (entro 1-2 secondi), l’arbitro interromperà il gioco e punirà l’infrazione iniziale. Sia che interrompa il gioco o no, l’arbitro, se necessario, dovrà comunque assumere l’eventuale sanzione disciplinare del caso”

Non essendoci alcuna specifica per quanto riguarda il vantaggio su calcio di rigore, la discrezionalità dunque passa totalmente nelle mani dell’arbitro, il quale può decidere se applicarla o meno. Quindi, a differenza di ciò che asserisce lo stesso Orsato nel tunnel dell’Allianz Stadium rivolgensodi a Cristante “Il vantaggio su rigore non si da mai”, la regola c’è ed è ben chiara: in caso avrebbe dovuto dire “Il vantaggio su rigore può essere dato ma ho fischiato con troppa precipitazione non facendo finire l’azione”, allora saremmo stati tutti d’accordo.

Orsato dice che Il vantaggio sul rigore non si dà mai, ma non è vero: cosa dice la regola

REGOLA DEL CARTELLINO ROSSO CON CHIARA OCCASIONE DA GOL

Nel regolamento, così, si legge sotto la voce “Negare la segnatura di una rete o un’evidente opportunità di segnare una rete (D.O.G.S.O.)”:

Se un calciatore nega alla squadra avversaria la segnatura di una rete o un’evidente opportunità di segnare una rete con un fallo di mano, il calciatore dovrà essere espulso, a prescindere dal punto in cui avviene l’infrazione. Se un calciatore, all’interno della propria area di rigore, commette un’infrazione contro un avversario, al quale nega un’evidente opportunità di segnare una rete e l’arbitro assegna un calcio di rigore, il calciatore colpevole dovrà essere ammonito se l’infrazione deriva da un tentativo di giocare il pallone; in tutte le altre circostanze (ad esempio: trattenere, spingere, tirare, mancanza di possibilità di giocare il pallone, ecc.) il calciatore colpevole dovrà essere espulso.

I seguenti criteri devono essere presi in considerazione:

  • La distanza tra il punto in cui è stata commessa l’infrazione e la porta
  • La direzione generale dell’azione di gioco
  • La probabilità di mantenere o guadagnare il controllo del pallone
  • La posizione ed il numero dei difendenti

La moviola di Juventus-Roma

REGOLA DELL’INGRESSO IN AREA DURANTE UN RIGORE

Il calcio di rigore è regolamentato dalla norma numero 14 de “Il Regolamento del Giuoco del Calcio corredato delle Decisioni Ufficiali FIGC e della Guida Pratica AIA”. Nel comma 2, relativo alle sanzioni e alle infrazioni, la norma recita:

“Se dei calciatori (sia compagni che avversari del tiratore) entrano in area di rigore, o si avvicinano a meno di 9,15 metri dal punto del calcio di rigore prima che il pallone sia in gioco, l’arbitro deve prendere i relativi provvedimenti tecnici (a seconda di chi abbia commesso l’infrazione, o ripetizione del rigore, o calcio di punizione indiretto ecc.); in sintesi, su un calcio di rigore l’invasione dell’area o della zona del terreno di gioco delimitata dall’arco dell’area di rigore prima che il pallone sia in gioco è un’infrazione”.

Come mostrano le immagini, al momento del tiro di Jordan Veretout sono ben 4 i giocatori in area di rigore (Bentancur, Cristante, Chiellini, Mancini): in questo caso quindi, dato che è stata commessa un’infrazione, i quattro calciatori avrebbero dovuto ricevere un cartellino giallo ed il penalty sarebbe dovuto essere ripetuto.

REGOLA DEI MINUTI DI RECUPERO

Qui mi sono preso la licenza di chiamarla “regola” anche se non c’è una vera e propria norma a riguardo. Anche in questo caso è tutto a discrezione del direttore di gara, il quale però ha una linea guida per conteggiare i minuti di recupero da assegnare:

“Ciascun periodo deve essere prolungato per recuperare tutto il tempo perduto per:

  • Le sostituzioni.
  • L’accertamento degli infortuni dei calciatori.
  • Recupero delle perdite di tempo per le interruzioni di gioco.
  • Le interruzioni per dissetarsi o per altre ragioni mediche, consentite dal regolamento della competizione.
  • Qualsiasi altra causa, compreso il ritardo in occasione delle riprese di gioco (ad esempio, festeggiamenti per la segnatura di una rete)

Il recupero viene indicato dal quarto uomo e viene sempre indicato il recupero minimo deciso dall’arbitro al termine
dell’ultimo minuto di ciascun periodo di gioco. Il recuperosegnalato può di nuovo essere aumentato all’arbitro, ma non può essere ridotto

Analizzando nel dettaglio gli episodi di interruzione del match, annoveriamo si 6 sostituzioni totali (4 per la Juventus e 2 per la Roma) le quali giusitficherebbero i 3 minuti di recupero (30 secondi ogni cambio effettuato), ma non sono state conteggiate anche le 6 ammonizioni inflitte durante il secondo tempo (De Sciglio al 49′, El Shaarawy al 71′, Shomurodov all’85’, Danilo all’87’, Mancini all’89’ e Karsdorp al 93′). Non essendoci, come detto, una regola fissa, quella dei “cartellini gialli” può essere considerata una perdita di tempo da “fase di gioco”, a differenza di una sostituzione o di un intervento medico i quali hanno un conteggio preciso in sede di recupero, l’arbitro avrebbe potuto concedere benissimo un minuto di recupero in più. 

Mourinho dopo Juve Roma: 'Rigore? Quarto uomo mi ha detto che non esiste regola del vantaggio' | Sky Sport