Il pagellone del 2020: Roma promossa, ma può fare di più

Come ogni fine d’anno, arriva il momento dei consuntivi. Certo, il 2020 sarà ricordato come “Annus Horribilis”, e non serve davvero spiegare il perché. Ma non è stato tutto da buttare, soprattutto per chi, come noi, ha la Roma nel cuore e cerca sempre di trovare spunti di ottimismo supportati, oltre all’indole tipica del tifoso, da elementi oggettivi che proviamo a spiegarvi.

ROSA ATTUALE

Portieri

Mirante 6,5 – Catapultato sulla ribalta, o meglio, tra i pali della Roma, dall’improvvisa caduta verticale di rendimento del collega spagnolo. Nonostante l’età e gli acciacchi si è dimostrato affidabile, non solo coi guantoni: memorabile l’assist a Mkhitaryan contro il Benevento che porta all’1-1 di Dzeko.

Pau Lopez 5,5 – Il suo 2020 si apre con uno scricchiolio contro il Toro in casa; poco reattivo sulla fucilata di Belotti che lo impallina sul proprio palo. Poi il “botto” del 26/1, la “papera” nel Derby che segna l’inizio del crollo di sicurezza ed autostima che lo porta in panchina. Col Siviglia in Coppa altro patatrack. Con la nuova stagione, iniziata da secondo, si vedono segnali di ripresa.

Difensori

Smalling 6,5 – Un totem affidabile. Continuo, sicuro, leader. Al netto di qualche acciacco e della telenovela per il suo acquisto definitivo, si ripropone anche nella nuova stagione con la stessa indole.

Mancini 6,5 – Altra certezza della difesa giallorossa, per senso della posizione e marcatura. Talvolta eccede nella “garra” ed è “leader” nelle sanzioni disciplinari, cosa che deve correggere. Il piede destro è educato, e Fonseca lo ha usato anche a centrocampo.

Ibanez 7 – Di fatto è una delle rivelazioni dell’anno giallorosso. Talvolta esagera nella confidenza dei suoi mezzi, ma potenza, corsa, scatto, eleganza, tigna, fisicità, tecnica, lo proiettano tra i più forti nel ruolo in Serie A e non solo. La fresca paternità potrebbe aiutare nel completamento della sua maturazione.

Kumbulla 6 – Arriva in estate e dimostra subito di avere stoffa. Appare talvolta “timido”, e la positività al Covid non lo ha certo aiutato. In questo scorcio di stagione ha comunque fatto vedere buone cose, oltre alle due reti decisive contro Young Boys e Milan.

Spinazzola 7,5 – Il 2020 per lui parte con il gran rifiuto dell’Inter nello scambio che avrebbe dovuto portare Politano in giallorosso. Da li parte un “magic moment” che è ancora in corso. Un crescendo di prestazioni eccellenti che ne fanno ad oggi uno dei migliori interpreti del ruolo a livello europeo.

Calafiori 6 – Dopo l’esordio in agosto all’Allianz nella vittoria per 3-1 contro la Juventus della scorsa stagione, il diciottenne di bellissime speranze, resta nella rosa di prima squadra e rinnova fino al 2025, ma non trova molto spazio se non in Coppa, dove mette a segno la sua prima (favolosa) rete in giallorosso contro lo Young Boys.

Karsdorp 6 – Rientra dopo il prestito al Feyenoord in questa stagione e da subito trova più spazio. Dopo un inizio di stagione condizionato da guai muscolari, trova continuità e crescita di rendimento conquistandosi la titolarità e nell’ultimo mese lo proietta tra i migliori della Roma.

Bruno Peres 6 – Rientra a Gennaio dal prestito allo Sporting Recife. Tra alti e bassi, ha dimostrato comunque un minimo di solidità in più rispetto al passato e di poter essere utile alla causa quando chiamato in campo. Epica la doppietta alla Spal nella scorsa stagione.

Santon 5,5 – Falcidiato dagli infortuni, il suo 2020 è da dimenticare. Solo 562 minuti giocati nell’anno solare, con un rendimento che ovviamente è condizionato da una condizione mai davvero accettabile.

Jesus 6 – Nella prima parte del 2020 assomma solo 34′ minuti giocati contro la Juventus a Torino. Ultima scelta nel lotto dei difensori, si cerca invano di sistemarlo altrove. Con la nuova stagione, Fonseca lo mette in campo in Europa League e lui disputa egregiamente il girone da titolare e si rivede anche in campionato. L’impegno e la dedizione alla causa non le ha fatte mai mancare.

Fazio 5 – Inizia l’anno da infortunato, poi poche apparizioni, non troppo felici, prima e dopo il lockdown con il solo acuto del gol segnato a Brescia. Sicuro partente, si trova come Juan Jesus improvvisamente “considerato” da Fonseca che però lo sfrutta solo in Europa. Lo smalto di un tempo è però solo un ricordo e forse l’ultima immagine in giallorosso resterà il retropassaggio harakiri di Sofia.

Centrocampisti

Veretout 7,5 – Il motore del centrocampo giallorosso: corre, lotta e segna. Pure tanto, ben 13 gol nel 2020. A suon di grandi prestazioni si è guadagnato il posto tra i migliori di questo anno solare romanista.

Pellegrini 6,5 – Alti e bassi nella sua annata, ma quando è in giornata fa delle giocate da fuoriclasse. Gli auguriamo di farci vedere con più continuità le sue enormi qualità.

Mkhitaryan 8 – L’armeno che va come un treno! Numeri da paura: 14 gol e 13 assist nel 2020. Mette sempre al servizio della squadra classe ed esperienza. Il migliore.

Cristante 6 – Gioca molte partite fuori ruolo, da difensore centrale, e si comporta bene. L’intuizione di Fonseca di farlo partire dietro per impostare non è un semplice esperimento. Può tornare utile per il futuro della stagione.

Villar 6,5 – La sorpresa più bella di quest’anno. Il mister gli ha concesso sempre più spazio tra campionato e coppa, lui ha risposto presente sul campo. Tocco di palla sublime ed eleganza. Un diamante che la Roma deve proteggere e tenere a tutti i costi.

Zaniolo 6,5 – Il 2020 doveva essere l’anno della sua rinascita dopo la rottura del crociato, poi sappiamo tutti come è andata. Nicolò sta proseguendo il lavoro per tornare in campo ad Aprile, senza fretta. È stato un anno da dimenticare, ma il gol che ha segnato in progressione contro la Spal è un autentico capolavoro che resterà nella storia della Roma e del calcio.

Diawara 5,5 – Tra i problemi fisici e la positività al Covid-19 non è stato un anno semplice per il guinenano. Ha giocato poco e ha commesso diversi errori non da lui.

Pastore n.g. – Nel 2020 assomma 71′ giocati. Costantemente infortunato e vicino alla risoluzione del contratto per “giusta causa” dato il perdurare delle assenze. Rientra in gruppo appena in tempo per scongiurare l’ipotesi. Di fatto è come se fosse fuori rosa.

Attaccanti

Dzeko 7 – Edin con 113 reti ha raggiunto il terzo posto della classifica marcatori giallorossa di tutti i tempi. È il Capitano della Roma e lo dimostra sia dentro che fuori dal campo. A volte sbaglia qualche gol semplice, ma il suo lavoro per la squadra è sempre fondamentale. L’augurio che possiamo fargli è quello di vincere un trofeo con questa maglia, lo merita più di tutti.

vice dzeko

Borja Mayoral 6,5 – Lo spagnolo ha superato le critiche iniziali e si è ambientato alla grande. Tre reti in Europa League e una in campionato in 14 presenze. Un buon bottino.

Pedro 6,5 – Nelle prime partite stagionali ha mostrato tutto il suo repertorio: gol, assist e dribbling ubriacanti. Poi si è un po’ perso.

Carles Perez 6 – Ha delle doti tecniche incredibili, il gol dopo la serpentina al Benevento lo dimostra. Deve crescere mentalmente e tatticamente.

ESORDIENTI

Boer 6, Bamba 6, Tripi 6, Milanese 6,5

Un “sei politico” di incoraggiamento e sprone per i ragazzi che si sono affacciati in prima squadra dove comunque non hanno sfigurato. Tutti utilizzati solo in Europa League, il più sfortunato è Boer che bagna l’esordio nell’inutile trasferta di Sofia, dove prende tre reti per colpe non sue.

Mezzo voto in più a Tommaso Milanese: tanto talento, buonissima tecnica e la gioia della rete a Sofia oltre all’assist per Pedro in casa col Cluj.

GLI EX

Kolarov 6,5 – Titolare inamovibile della fascia sinistra, non ha fatto mancare mai il suo contributo di esperienza e tecnica. Decide di traslocare all’Inter a fine stagione. Senza lasciare troppi rimpianti.

Kluivert 5,5 – Un 2020 in giallorosso che ha deluso le attese. Tanto fumo e poco arrosto per un ragazzo di talento, che è finito via via nella penombra fino alla cessione in prestito di un anno, con obbligo di riscatto a determinate condizioni, al Red Bull Lipsia.

Under 5,5 – Il 2020 del turco inizia in maniera “decente”, con diverse presenze ed un paio di goal a Lecce e Genoa oltre a quella, inutile, a Buffon nei quarti di Coppa Italia a Torino. Poi dopo il lockdown sparisce dai radar e si incupisce sempre di più, fino alla cessione in prestito, con diritto di riscatto, al Leicester.

Perotti 6 – Nell’ultimo stralcio di stagione 2019-20 il buon Diego è finito via via nelle retrovie, complici anche gli infortuni, con poche occasioni per mettersi in mostra. Le sue uniche reti del 2020 in giallorosso sono tutte alla Juventus, compresa la doppietta con la quale chiude l’avventura romana, lasciando la firma sulla prima vittoria romanista all’Allianz Stadium. In ottobre viene ceduto a titolo gratuito al Fenerbache.

Kalinic 6 – Un difficile ruolo da vice Dzeko dove però, proprio nella parte iniziale del 2020 sembra ingranare: doppietta (e assist) a Cagliari, poi reti a Brescia, Spal e Juventus. Il suo alla fine lo ha fatto, ma a fine stagione la Roma preferisce non rinnovare il prestito con l’Atletico Madrid puntando su Borja Mayoral.

STAFF TECNICO

Fonseca 7 – Delude le attese nella prima parte dell’anno: la Roma butta all’aria le chance di qualificazione Champions con cinque sconfitte in sette partite. Dopo il lockdown altre tre batoste, ma a Napoli la svolta: cambia modulo e la Roma non perde più se non con il Siviglia.

Chiude il 2020 al terzo posto in classifica con 28 punti sul campo (-1 per la trasferta di Verona) e ha vinto il girone di Europa League qualificandosi ai sedicesimi come prima con una giornata d’anticipo. Gran parte dei meriti sono del tecnico portoghese che ha saputo costruire un bel gruppo, dare certezze di (bel) gioco con una buonissima continuità di risultati, sebbene persistano alcuni insopportabili blackout cui dovrà porre rimedio. Questa la vera sfida per l’anno nuovo.

fonseca roma sassuolo

Nuno Campos 6,5 – Fa le veci di Fonseca. Quando ha dovuto sostituirlo in panchina a Bologna, i giallorossi hanno vinto 5-1.

Savorani 6 – Il lavoro su Mirante, soprattutto nel rinvio di piede, è apprezzabile. Ma il vero miracolo è aver fatto tornare un giocatore plausibile il tremebondo Pau Lopez.

PROPRIETÀ

I Friedkin 7 – Finalmente una presidenza presente. Dan e Ryan Friedkin hanno seguito la Roma in casa e trasferta con grande trasporto ed eleganza. Mascherine con il vecchio stemma ASR e braccialetti giallorossi. Se il buongiorno si vede dal mattino…

TIFOSI 10 – Unici come sempre, anche a distanza! Costretti ad un esilio forzato dagli spalti, hanno sempre e comunque dimostrato vicinanza alla squadra, e dato prova di grande solidarietà sociale, come il crowd founding organizzato da esponenti della Sud, a favore dello Spallanzani, partito dalla devoluzione del rimborso dei biglietti già acquistati per le due gare contro il Siviglia, che ha fruttato oltre 20.000 euro.

Poi la raccolta firme promossa da Lorenzo Contucci per il recupero dello stemma in uso dal 1997 al 2013, lo stesso con il monogramma “ASR” che i Friedkin hanno esibito sulle loro mascherine “personalizzate” e indossate più volte in tribuna durante l’anno. Un ingente stock di queste è stato distribuito, dietro libera sottoscrizione minimo di un euro, a 12680 (11927 + 753…numerologia romana e romanista) firmatari della petizione, e a chi (fino ad esaurimento scorte) ha voluto essere solidale dotandosi di un oggetto necessario, con i colori ed il simbolo più belli del mondo.