Giù le mani da Fonseca

MEA CULPA

É incredibile come nemmeno un terzo posto (possibile quarto aspettando il recupero di Juventus-Napoli) possa tenere al sicuro Pauolo Fonseca. Subito come sciacalli su una carcassa (che carcassa non è) sono tutti pronti ad azzannare il cadavere inerme del portoghese. In primis noi giornalisti, non ci tiriamo assolutamente indietro: siamo noi i responsabili molto spesso di questo eccessivo accanimento verso un allenatore, mettendo nel calderone ogni tipo di sostituto: da Mazzarri a Sarri, da Allegri (parlando di accordi già fatti) a Benitez, da Jardim ad Alberto De Rossi. Perchè tutto questo? Tutto contro un allenatore che, fino a prova contraria, ha dalla sua i risultati. Si, è vero, ha perso molto male 3 partite (6 se calcoliamo quella a tavolino col Verona e le coppe) ed è uscito malissimo dalla Coppa Italia. Tutto dannatamente vero. Ma questo può bastare per mettere sulla graticola un allenatore che ha perso le stesse partite del secondo Spalletti? Può bastare per un allenatore che chiude il girone d’anadata a -6 dal primo posto, con il terzo miglior attacco della Serie A (41 gol insieme al Napoli) e imbattuto all’Olimpico in Campionato?

SOCIETÀ VICINA MA NON TROPPO

Come ci siamo presi noi giornalisti la responsabilità di questo accanimento, dall’altra parte fa ancora più male il silienzio da parte della società giallorossa. Va bene il basso profilo, ma questo eccessivo mutismo puà essere un’arma a doppio taglio: se da un lato si erge superiore non dando fiato a polemiche e ad attacchi inutili ed eccessivi, dall’altra rischia di lasciare troppo solo il suo allenatore, non facendo da scudo e facendo pensare di non essere più gradito a Trigoria. Sappiamo che non è così, altrimenti Paulo Fonseca non sarebbe più l’allenatore della Roma da un pezzo, già da dopo Siviglia. Questa società è dalla parte del suo allenatore e lo ha dimostrato sia nella questione Dzeko (mettendo in tribuna il bosniaco, anche se ufficialmente è stato per un leggero infortunio) sia allontanando Zubiria e Gombar, ritenuti i principali responsabili della disfatta a tavolino in Coppa Italia con lo Spezia, salvando il tecnico dalla ghigliottina.

Roma-Spezia 4-3: decide il gol di Pellegrini al 92', Fonseca può sorridere - La Gazzetta dello Sport

UNITI SI VINCE

I problemi ci sono, è innegabile questo: quando si perde, si perde partita e faccia, non si riesce a superare le big (mai vinto con le prime 7 in classifica) e si prendono troppi gol (con 32 reti è la squadra che ha subìto più gol tra le prime 10 in classifica), ma restiamo vicini a questa squadra e a questo allenatore, perchè non è tutto da buttare. Lo ha dimostrato Pellegrini domenica scorsa: insieme si possono fare grandi cose, uniti si può vincere.