ESCLUSIVA RT – Cagnazzo: “Mou come Capello. L’Inter, senza deroghe, poteva fare la fine del Livorno”

Oggi, durante la nostra trasmissione Cor Core AccesoRomatube.it in onda su Non è la Radio e Tele Lazio Nord, abbiamo avuto il piacere di intervistare in esclusiva Alvise Cagnazzo, giornalista del Daily Mail. Numerose le domande e le curiosità su Mourinho, il quale viene proprio dalla Premier League. Curiosità anche di mercato e sulla Serie A, con molti nomi fatti. Queste sono le sue parole:

Anche in Inghilterra, come qui in Italia, non si aspettavano l’ingaggio di Mourinho da parte della Roma?
“Si, il problema era legato soprattutto all’appeal di Mourinho che in Inghilterra è praticamente esaurito: si è giocato il jolly andando al Tottenham pur essendo stato uomo bandiera del Chelsea e qui non funziona proprio come in Italia, che quando si dichiara amore eterno ad una squadra è difficile poi vederlo nella squadra rivale. Vi faccio un esempio: vedere un grande l’allenatore della Roma che finisce nella Lazio o viceversa, tutto ciò creerebbe ovviamente dei mal di pancia. Quindi è venuta meno la fascinazione e l’amore per Mourinho che, se ci fate caso, sta tornando adolescente: mettei cuoricini sotto il post della Roma che batte il Manchester United, fa dichiarazioni come “daje Roma”, tutto il contrario di quando si presentò all’Inter dicendo “io non sono un pirla”. Quindi è nata la fase di recupero dell’immagine di Mourinho, che in molto descrivono anche appesantito rispetto a come ce lo ricordavamo, resta il fatto che può essere un grande valore aggiunto al club, e lo è sicuramente perchè la Roma merita un allenatore così, e posso dire che, caratterialmente, può ripetere quello che ha fatto Capello, non è un allenatore che subisce ma è uno che aggredisce: da qui bisognerà capire se farà la fine di Ancelotti (al Napoli ndr.), che era un po’ un re senza regno o se diventerà veramente l’ottavo re di Roma”.

Ancelotti dice “Mou, ti affido la mia Roma”: la sua rottura con l’Inghilterra è dovuta solo al passaggio al Tottenhma o c’è altro? Ad esempio la sua esperienza allo United con molti problemi con alcuni calciatori. E ancora, che rapporti ha avuto con la “prostituzione intellettuale” della stampa inglese? Ha mai accusato la stampa d’oltrmanica di avere gli stessi crismi di quella italiana?
“Lui fece una bellissima conferenza stampa con un giornalista facendo la foto in onore del papà da poco scomparso: questa è stata un po’ la sua redensione spirituale. Di certo in Inghilterra c’è stupore anche perchè, ricordiamolo, Mourinho è stato licenziato dopo pochissimi mesi dal Tottenham e aveva un ingaggio spropositato. Quindi non si riusciva a capire il motivo (ora invece si) per il quale avesse accettato metà dell’ingaggio che percepiva in Premier: poi è uscito fuori che l’altra parte sarebbe stata pagata dal Tottenham. Il fatto che sia contro i giocatori, penso che con l’età si diventi tutti un po’ acidi: anche la frase “ti affido la mia Roma”. Mi ricorda la frase che dicono i padri alle figlie quando le lasciano all’altare, le dicono al marito e poi esultano perché se ne sono tolta una di casa, ed è una battuta ovviamente. Ancelotti ama molto Roma, è chiaro, però magari avrebbe potuto allenarla lui senza affidarla a nessun altro e invece è andato all’Everton e anche lì, dopo un exploit iniziale, ci sono un po’ di titubanze in campionato per il semplice fatto che l’Everton non èuna squadra competitiva per giocare alla pari con i top clun europei. Mourinho con la stampa inglese ha avuto degli alti e dei bassi come ha sempre avuto: dalla famosa domanda “perché sei andato al Tottenham quando hai detto che non ci saresti mai andato” lui rispose “perchè il Chelsea non mi aveva ancora licenziato” questo per ricordare che la grandezza di Mourinho è proprio quella dialettica. Io credo che Mourinho abbia esaurito la parabole dell’allenatore che ogni cosa che tocca diventa oro come Re Mida, ma credo che abbia una buona opportunità: non so quanto Roma possa reggere la pazienza di avere un allenatore idolatrato senza poi mettere mano al portafoglio: noi abbiamo scritto della passione di alcuni giovani calciatori di medio livello in Inghilterra come ad esempio Dier o di un centrocampista danese che lui ha un pochino risollevato (Hojbjerg ndr), ma io penso che la Roma abbia in rosa giocatori più forti di questi. Sul fattore del portiere De Gea sono d’accordissimo che possa essere un plus valore per il club, però ricordo che lo spagnolo prende uno stipendio che è pari a quello degli ultimi presi da Totti prima dell’età avanzata, poiché prende molto di più di 10 milioni di euro. Ora mi domando: la Roma può permettersi un portiere così? Quindi adesso è una fase di confusione. Mourinho ha accettato di scendere un gradino di livello nella sua carriera, con tutto il rispetto per la Roma: sostenere che i giallorossi siano allo stesso livello del Chelsea che oggi è in finale di Champions League sarebbe un po’ azzardato”.

Secondo te Mourinho sà dominare la confusione o ha perso la mano?
“Ti faccio una domanda: secondo te come hanno preso Smalling e Mkhitaryan, quando hanno letto sul sito della Roma, l’arrivo di Mourinho? Sono stati cacciati da lui allo United. Io per questo parlo di confusione, perché sono già due problemi questi: saprà ricucire con loro? Perché si può litigare da una parte ed amarsi dall’altra, vedi Pirlo con Allegri”.

Vedremo se ricucirà o se li caccerà anche dalla Roma…
“Il problema è: come fa a cacciarli dalla Roma senza far guadagnare il club? La Roma ci perde o ci guadagna senza di loro? Soprattutto senza l’armeno che quest’anno è stato spesso determinante. Queste penso siano le domande. Anche Dzeko, con tutto il rispetto, anche lui sembra essere di nuovo al centro del progetto: tra lui è Mkhitaryan mi terrei tutti e due, non farei uno si e uno no, perchè penso che ci sia una dialogo costruttivo in campo. Se dobbiamo fare un problema di bilancio, non c’è problema: cacci quelli che costano di più e prendi quelli che costano di meno. Però io penso che l’armeno abbia fatto un grande campionato, o magari ho visto male io, non so”.

Il preavviso di licenziamento di Fonseca ha creato un precedente in Italia: secondo te è stato professionalmente corretto? E ancora, questa sindrome di accerchiamento che da sempre caratterizza Mourinho, può essere un vantaggio o uno svantaggio per la Roma?
“Trovare il nemico è una caratteristica storica che c’è in ogni periodo storico, in tutti quei periodi dove c’era qualcuno che lottava contro qualcosa per ottenerla: forse il portoghese dovrebbe un pochino cambiare il clichè, perché parliamo di un allenatore che negli ultimi quattro incarichi ha avuto quattro licenziamenti, quindi forse qualcosina non funziona, forza ha sbagliato delle scelte, forse è stato guidato male. Sicuramente defenetrare Fonseca nel campionato in corso, con Fonseca stesso che addirittura ringrazia la Roma, credo che sia la spia di qualche problema di comunicazione tra la società ed il vecchio allenatore. Di certo i Friedkin hanno dimostrato grande amore per la Roma, ma io mi domando: se puoi pagare così tanto un allenatore, poi che squadra vuoi allestire?”.

Forse proprio per un progetto triennale…
“Si, ma questo vuol dire che dovrai spendere un tot un anno, un tot un altro anno e poi fare l’exploit, sperando sempre che l’allenatore abbia rinnovato e che non sia stato licenziato. Io da questo punto di vista avrei preferito Sarri, per come stanno impostando i tagli dei costi. Guardate l’Inter, che viene descritta come un’oasi felice dove tutti vogliono rimanere e dove tutti vogliono proliferare e fare tutto, ma poi si scopre che ci sarà un taglio di costi, perché lo ha detto Zhang, anche Zanetti lo ha ribadito, e perché oggettivamente ricordo, e lo dico con il massimo del rispetto per tutti che l’Inter ha strameritato lo Scudetto: l’Inter, senza deroghe, poteva fare la fine del Livorno. Diciamo anche le cose come stanno: Sensi è stato costretto è stato costretti a vendere la Roma per molto meno”.

Perché secondo te era meglio Sarri? Per i giocatori che ha già in rosa la Roma?
“No, perché Sarri vuole progettare, non fa richieste esagerate; lui fa richieste di giocatori che vogliono allenarsi. Nei top club i giocatori non si allenano: è la scoperta più amara che ha fatto Maurizio Sarri nel corso della sua esperienza alla Juventus quando li definì “giocatori inallenabili”. Ora, con tutto il romanticismo di questo mondo, fatico a pensare che Dzeko abbia la stessa voglia di allenarsi di Pellegrini, fatico a pensare che un giocatore come forte come Smalling accetti consigli su come marcare in area di rigore. Sicuramente non glieli darà Mourinho, il portoghese è un motivatore. Io penso che, magari spendendo un po’ di meno, la Roma sarebbe comunque riuscita ad avere un grande allenatore”.

Ha lasciato tanti nemici qui in Italia contro cui combattere?
“Potrei fare una battuta come Paolo Villaggio: sono quasi morti tutti, considerando che sono passati 11 anni, quindi da questo punto di vista può stare sereno. Anche se penso che ci metterà pochissimo a farsene degli altri, anche se, ripeto, penso sia un clichè vecchio: visto che in Serie A non si fa altro che litigare, immaginate un Roma-Lazio con Lotito prima di iniziare la partita. Roma è la città del cinema e, dopo Sergio Leone, c’è solo José Mourinho”.

Pensi che la Roma possa pescare dal mercato inglese qualche giocatore?
“Ne sono straconvinto. Perché ci sono molti esuberi e penso che sia la soluzione più logica da fare. Come sostiene il filosofo Occam col suo “rasoio di Occam: a volte le cose più semplici sono quelle che vanno in porto. Ci sono molti che andranno via dal Tottenham, l’ultima squadra che ha allenato, ci qualche portoghese buono che può essere suggerito da Mendes. Però ripeto, non è un mercato da Mourinho: lui è da mercati da 150 milioni di euro se non ricordo male. Io non vedo Mourinho che spiega al ragazzo che ha segnato ieri sera (Zalewski ndr) i movimenti da fare, pretende che già li sappia. Il calcio del portoghese è comunque vecchio ma è quello che in Italia vince: tutti dietro, attaccante che fa la spizzata e poi qualcuno si butta dentro. Diciamo che è il calcio che in Italia è vincente, però, per una società che è abituata a Zeman, bisogna trovare un compromesso. Io spero che i tifosi non siano ingenui da non comprendere che Mourinho sta aizzando la piazza però poi, dopo un pareggio o una sconfitta, la stessa piazza gli andrà contro”.

Possiamo dire gli obiettivi per la prossima stagione possano essere il rientro in Champions League e la conquista della Coppa Italia…
“Pensate, lo stesso Mourinho che schifava i trofei nazionali adesso li ha come obiettivo: ripeto, è l’allentore perfetto, io lo avrei visto bene all’Inter dopo Conte, però per costruire un Impero non so dirti se sia la persona giusta, perché anche quando lo ha ereditato non è andata benissimo. Io mi auguro di si, perché Roma merita tantissimo”.