Borja guida la “rivincita” dell’altra Roma

La stagione giallorossa è iniziata nel migliore dei modi, nonostante le tante perplessità. Si pensava che questa squadra dovesse lottare con fatica tra mille difficoltà e adesso si trova al terzo posto in classifica a +1 sulla Juventus quarta e a tre lunghezze dal Milan, che occupa la prima posizione. Il merito è sicuramente del buon lavoro che sta portando avanti Paulo Fonseca, messo in discussione perchè la sua Roma pareggiava, badate bene, non perdeva ma pareggiava. Adesso il tecnico portoghese si è preso le sue rivincite sul campo, dimostrando che si può far bene anche con le cosidette “seconde linee”.

La rivincita dell’altra Roma

Nella griglia di partenza romanista ci sono alcuni giocatori che inevitabilmente non vengono considerati delle prime scelte, per motivi tecnici e tattici. In queste prime 11 partite stagionali, tra campionato e coppa, le seconde linee hanno dimostrato di poter essere importanti come i titolari. Partiamo dalla porta. Pau Lopez è stato impiegato 4 volte da Fonseca, 3 in Europa League (dove fa il titolare) e una in Serie A. Il portiere spagnolo ha incassato solo 2 reti contro Young Boys (1-2) e Genoa (1-3), ma entrambe non hanno influito sul punteggio finale. Nelle altre due sfide l’ex Betis ha mantenuto la porta inviolata e si è anche distinto per alcuni interventi importanti.

Passando alla difesa, c’è la piacevole evoluzione di Bruno Peres: da oggetto misterioso a risorsa necessaria. Il terzino romanista ha disputato 438 minuti fino ad ora e si è diviso la fascia destra con Karsdorp (479′ giocati) e Santon (249′ giocati). I numeri del brasiliano parlano chiaro: un gol decisivo per il 2-1 finale contro lo Young Boys e 3 assist per i compagni in 9 presenze.

In mezzo al campo la Roma e i suoi tifosi stanno vedendo sbocciare il talento di Gonzalo Villar. L’eleganza e la sicurezza delle sue sterzate con il pallone incollato al piede sono negli occhi di tutti. Nei suoi 344 minuti che il mister gli ha concesso in questo avvio di stagione ha sempre cercato di incidere e spesso ci è riuscito con delle giocate utili per la squadra. La nostra speranza è quella di vederlo con maggiore continuità sul rettangolo di gioco per assistere al suo definitivo salto di qualità.

Poi arriviamo all’attacco, dove troviamo Carles Perez. Purtroppo lo spagnolo è stato tormentato dagli infortuni, ma è riuscito comunque a regalare ai romanisti una perla di rara bellezza. Parliamo del gol contro il Benevento, un capolavoro che ha ricordato le serpentine di un certo fuoriclasse argentino. Per il momento è l’unico lampo dei suoi 239 minuti, ma quando avrà recuperato la condizione al 100% ci sarà da divertirsi. L’ultimo della lista, ma non per importanza, è Borja Mayoral.

Borja Mayoral, il “vice-Dzeko” che esulta alla Batistuta

È arrivato a Roma con il peso di fare il “vice-Dzeko“. Un carico di responsabilità che avrebbero potuto far vacillare un ragazzo di 23 anni, ma così non è stato. Borja Mayoral ha incassato le critiche dopo le prime due prestazioni in chiaroscuro con Young Boys e CSKA Sofia e ha continuato per la sua strada senza farsi intimorire.

I primi segnali positivi sono arrivati in occasione della sfida di Europa League contro il Cluj: doppietta di Borja e 5-0 per i giallorossi. Da quel momento l’attaccante ex Real Madrid ha proseguito la sua crescita all’interno degli schemi di Paulo Fonseca, complice anche l’assenza forzata di Edin Dzeko (risultato finalmente negativo al Covid-19 nella giornata di ieri).

Il numero 21 romanista ha fatto a sportellate con i difensori avversari nella gara vinta 3-1 a Genova e si è dimostrato prezioso con le sue sponde che hanno aiutato la manovra giallorossa. Dopo la sosta per le nazionali è toccato ancora a lui dirigere l’attacco capitolino. Al 28′ di Roma-Parma ha sfruttato il passaggio filtrante di Spinazzola per segnare il suo primo gol in Serie A con la maglia romanista. Non una rete banale. Lo spagnolo ha accarezzato il pallone con il sinistro da posizione abbastanza defilata e l’ha spedito nell’angolino basso alla sinistra di Sepe. Non è stata banale neanche la successiva esultanza: Mitraglia alla Batistuta e sorriso smagliante. Nella squadra che diverte e fa divertire tutti, c’è spazio anche per l’altra Roma.