Ancora un ko per la Roma. Mancini l’ultimo a mollare

Una Roma svuotata nella testa e nelle gambe cede ad una Sampdoria tutt’altro che trascendentale, che passa con un gol per tempo e pone i giallorossi in bilico anche per la qualificazione in Conference League, con il Sassuolo a soli due punti.

Tante le defezioni, che portano Fuzato all’esordio tra i pali, risultando per altro tra i meno peggio. Il migliore è Mancini, che più degli altri ci mette grinta e attenzione. Infine da segnalare l’esordio del primavera Darboe, che sebbene abbia pochi minuti a disposizione, ci mette entusiasmo e impegno.

Fuzato 5,5: al netto di un errore di appoggio che, complice lo scivolone di Kumbulla, causa la prima rete doriana, si dimostra tutto sommato affidabile. Anche nel contenere, nel finale, il disavanzo romanista.

Mancini 6: prestazione di grinta e attenzione. Il minimo salariale, comunque, che nello sbando generale è già tanto.

Smalling 5,5: ci mette certamente impegno, ma in più di qualche occasione appare distratto, e poco preciso.

Kumbulla 5: il più in difficoltà del terzetto, anche a causa di una botta al fianco che lo costringe al forfeit nella ripresa. (64′ Ibanez 5,5: in linea con il resto della squadra, entra con poco mordente e poco costrutto).

Bruno Peres 5: solito rendimento mediocre, senza infamia e senza lode, sia in proiezione offensiva che in copertura.

Villar 5: cenni di vita da un giocatore che è apparso totalmente fuori contesto nelle ultime uscite. Ancora lontanissimo parente, però, di quel bel giocatore che aveva impressionato in positivo. (83′ Darboe s.v.: esordio in A per il giovane gambiano della Primavera. Ci mette entusiasmo e volontà, comunque, anche nei dieci minuti in cui è stato in campo).

Cristante 5: torna a centrocampo dopo una vita. In quello che è il suo ruolo naturale, però, offre una prestazione fatta di troppo nervosismo e tanti errori.

Santon 5,5: nonostante tutti i suoi limiti, è tra i più propositivi. Più in difficoltà nella fase difensiva, dove una sua uscita errata causa il raddoppio doriano. Svuotato di energie, lascia a 20′ dal termine (69′ Karsdorp 5: non aggiunge nulla alle sorti giallorosse. Anche lui poco mordente e nessuna incisività);

Mkhitaryan 5: è ancora una volta anonimo. E’ l’elemento di punta da cui ci si aspettano le giocate e la fantasia che ha nel bagaglio. Anche stasera però non le sfodera.

Borja Mayoral 5,5: per la prima volta gioca in coppia con Dzeko, e nonostante qualche incomprensione, i due sembrano funzionare. Tonelli gli nega per due volte la gioia del gol nella prima frazione. Poi piano piano si eclissa e viene sostituito subito dopo aver segnato in posizione millimetrica di off-side (69′ Pastore s.v. venti minuti per constatare lo stato di esistenza in vita).

Dzeko 5: il minino richiesto come impegno c’è, come ci sono anche qualche buona sponda e qualche buona giocata. Va in rete due volte, ma è sempre in chiaro fuori gioco. Poi calcia malissimo il rigore che avrebbe potuto riaprire il match, errore grave dopo il quale sparisce del tutto.

Fonseca 5: ormai la squadra sembra evidentemente allo sbando. Complici le numerose assenze ed un morale rasoterra dopo la scoppola di Manchester, la sua Roma, pur non giocando nemmeno malissimo, inanella un’altra sconfitta. Anche lui sembra aver mollato, come traspare dalle dichiarazioni post partita, dove è lasciato per l’ennesima volta da solo. A questo punto a lui, che è responsabile tecnico della squadra, si chiede di chiudere davvero con onore e professionismo una stagione finita in vacca non solo per sue colpe. Dove sta la società?